IN QUESTO NUMERO
Numero 3 - Maggio 2021

SOMMARIO

di Renza Bertuzzi

NON È ANDATO TUTTO BENE

LA FOLLIA DEL TEMPO PERSO DEI DOCENTI

di Rino Di Meglio

Senza risorse il sistema non va avanti e in questo la politica ha grandi responsabilità , infatti nel PNRR ci sono i soldi per le cose ma non per le persone. Quindi il messaggio forte alla politica è che, se vogliamo una scuola veramente buona, bisogna investire sulle nostre scuole. Il primo investimento è quello sule figure necessarie all’insegnamento: i docenti.

INVESTIRE SULLE PERSONE E NON SULLE COSE

di Ester Trevisan

Recuperare una dimensione più umana, maggiormente centrata sulla persona, alleggerendo l’organizzazione scolastica e il lavoro dei docenti dal peso schiacciante della burocrazia: una via maestra condivisa da tutti relatori.

DI CHE COSA AVREBBE BISOGNO LA SCUOLA, IN SETTE PAROLE-CHIAVE

di Alberto Dainese

Un po’di stabilità, più semplicità, molta serietà, libertà per la funzione intellettuale dei docenti

LA SCUOLA DEVE RISPONDERE ALLE SFIDE DEL PRESENTE

di Renza Bertuzzi

La scuola come fondamentale istituzione di avviamento alla vita adulta non deve farsi stravolgere e impoverire dalle scemenze che circolano nella testa di qualche ministro. Agli insegnanti si chiede come sempre il ricorso alla ricchezza della loro cultura e alle risorse della loro umanità per essere capaci di essere all’altezza di una professione delicata e preziosa, troppo spesso avvilita e banalizzata da pedagogismi e paternalismi. Io suggerirei loro di prendere come modello il motto di Goya che, in tardissima età, si rappresentò come un vecchio dalla lunga barba bianca con la scritta: imparo ancora (“aun aprendo”)

UN ESAME INTERLOCUTORIO, IN ATTESA DEL PNRR

di Giovanni Carosotti

Guai a immaginare che, dalle parti del MIUR, si stiano prendendo in seria considerazione le ragionevoli obiezioni che da anni gli insegnanti vanno avanzando contro la continua umiliazione della scuola pubblica. Riteniamo invece che si tratti di una svolta tattica; il totale stravolgimento della vita scolastica è ormai affidato al documento del PNRR e non certo all’esame.

BAMBINI DI GUERRA, IL DISASTRO EDUCATIVO E LA MORTE

di Stefano Battilana

Rimane incalcolabile il danno educativo della guerra, non solo in termini demografici, ma di ipoteca sul futuro: se le scuole vengono chiuse o distrutte sotto i bombardamenti, non cresce più nulla, nessun seme di cultura. Senza contare gli altri orrori di bambini impiegati come soldati e di piccole vittime di gravi violazioni.

IL RIPUDIO COSTITUZIONALE DELLA GUERRA: UNA NECESSITÀ SEMPRE ATTUALE

di Francesco Pallante

L’articolo 11 non si limita a rinunciare alla guerra o a rifiutarla, ma la «ripudia»: perché al divieto giuridico della violenza si accompagni – esplicita e inappellabile – la sua condanna morale. Un sentimento trasversale non solo alle forze politiche italiane, ma alla stessa opinione pubblica internazionale, che condusse alla creazione di un’organizzazione internazionale – l’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu)

MANIPOLARE LA STORIA

di Marco Morini

L’utilizzo fraudolento degli eventi storici spesso serve ai violenti e agli autocrati per giustificare i propri crimini. La leggerezza con la quale si “gioca” con la storia ha certamente a che fare anche con la scarsa considerazione che le si assegna nei cicli scolastici di vario livello e la recente riforma della Spagna ne è un triste esempio.

SE VUOI LA PACE EDUCA ALLA PACE

di Giuseppe Candido

Educazione e pace devono diventare un binomio imprescindibile. Il pensiero di Aldo Capitini e la nonviolenza come modo di introdurre gli allievi nel mondo della conoscenza e della cultura

COSA STIAMO PERDENDO CON I BOMBARDAMENTI

di Roberto Casati

Non solo cartine, né solo immagini della devastazione ma con Street View di Google Maps possiamo ridurre la distanza cognitiva che ci separa da quei luoghi e vedere tutta la vita che si è persa

GUERRA E GUERRE: EFFETTI COLLATERALI, MA NON TANTO…

di Fabrizio Tonello

Prolungare la guerra, oltre al prezzo in vite umane e devastazioni, rischia anche di moltiplicare le occasioni di escalation. Le guerre non sono mai neutrali nei loro effetti e, per chi sta lontano dal fronte, la tentazione di approfittarne è molto forte.

PESARO CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2024

di Massimo Quintiliani

VITTORIA DEDICATA ALLA BOMBARDATA CITTÀ UCRAINA DI KHARKIV

ALDO MORO E LA SCUOLA: EDUCAZIONE CIVICA E RELIGIONE (1946-1978)

di Piero Morpurgo

Un rinnovamento pedagogico inventato in Italia, come il metodo Montessori, si affermò in Europa e nel mondo, ma non nel nostro Paese, dopo il delitto dell’onorevole Aldo Moro.

COME L’ECONOMIA SEQUESTRA LA SCUOLA

di Gianluigi Dotti

Dagli Stati Uniti è arrivato anche in Italia l’apparato ideologico” dei think tanks, che ha lo scopo di approvvigionare, nutrire, fornire tesi e argomentazioni agli apparati ideologici sia tradizionali (scuole) sia moderni (mass media e social network)”. Perchè “le idee sono armi -le sole armi con cui altre idee possono essere combattute”

A SCUOLA TUTTO BENE?

di Antonio Massariolo

COME RINVII E BIZANTINISMI RITARDANO LA SICUREZZA DELLE SCUOLE

LE BUONE RAGIONI PER UNA SCUOLA SERENDIPICA

di Gianfranco Meloni

La serendipità, in fondo, è la libertà del sapere e l’esaltazione socratica dell’ignoranza come sua premessa fondamentale. Per questo ritengo che vi siano, in questo saggio, tantissime ottime ragioni per batterci per una scuola più serendipica, in cui si eviti il conformismo imperante, soprattutto quello della pedagogia main stream; non si scoraggi il pensiero critico; non si ostacoli la libertà d’insegnamento.

IL FILOSOFO E IL MARE. LA NAVIGAZIONE DELL’OCEANO DI ROBERTO CASATI

di Valentina Berengo

L’oceano offre una prospettiva per cogliere il mondo, Produce domande. Non c’è dubbio che l’oceano e il mondo che contiene (non è “solo” acqua) ci appaiano come qualcosa di grande, pericoloso, ma il mare, analogamente al resto, va pensato, senza paura. Come l’Ulisse di Dante, per cui la conoscenza è una forma di azione.

Numero 3 - Maggio 2021
PROFESSIONE DOCENTE
Reg. Tribunale di Roma n. 257/90 del 24/04/1990

Direttore Responsabile
Franco ROSSO

Responsabile di Redazione
Renza Bertuzzi

Vice caporedattore
Gianluigi DOTTI

Comitato di Redazione
Gianfranco MELONI, Piero MORPURGO, Massimo QUINTILIANI, Ester TREVISAN
Hanno collaborato a questo numero
Rino Di Meglio, Stefano Battilana, Valentina Berengo, Giuseppe Candido, Giovanni Carosotti, Roberto Casati, Alberto Dainese, Antonio Massariolo, Marco Morini, Francesco Pallante, Adriano Prosperi, Fabrizio Tonello

Chiuso in redazione il 13/04/2022 - Stampa Romana Editrice - 069570199
I disegni della copertina e di pag. 13 sono degli alunni dell’I.C. Artemisia Gentileschi di Roma (credits Alessandra Febo, docente dell’istituto).