Nel quarantesimo anniversario della pubblicazione de *I Sommersi e i Salvati* (1986), Morpurgo rilegge il capolavoro di Primo Levi come atto necessario contro l'oblio. L'ansia di testimoniare non fu solo di Levi: la condivise con Witold Pilecki (che si fece arrestare volontariamente ad Auschwitz), Ana Novac, Etty Hillesum, Chil Rajchman. Tutti convinti di non essere creduti. Levi dedicò parole misurate agli assassini, incomprese nella loro umanità complessa. L'attualità del testo è lacerante: oggi l'intelligenza artificiale militare permette ai soldati di non sentirsi responsabili di ciò che uccide. Il peggior erede della "banalità del male".
04 Novembre 2026 | di Piero Morpurgo
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